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DIMISSIONI PER GIUSTA CAUSA: QUANDO È POSSIBILE RASSEGNARLE E QUALI SONO GLI EFFETTI - L’Avvocato

In quali casi un lavoratore può recedere dal rapporto di lavoro dimettendosi per giusta causa e quali conseguenza comporta?

-risponde l’Avvocato del Lavoro.

Cari lettori, l’Avvocato del Lavoro in questo articolo intende affrontare brevemente un’importante tema del diritto del lavoro: le dimissioni per giusta causa.

Ogni lavoratore ha il diritto di recedere immediatamente dal rapporto in presenza di un grave inadempimento del datore di lavoro, tale da non permettere la prosecuzione, neppure provvisoria del rapporto (ex. Art. 2119 c.c.).

Come ribadito da una recente sentenza di merito (Trib. Teramo, 23 dicembre 2015, Giud. Matalucci), la lettera di dimissioni deve essere immediata rispetto ai motivi fondanti il recesso, ma non necessariamente deve riportare i motivi specifici contestati al datore di lavoro (come viceversa è richiesto in caso di licenziamento per giusta causa). Tuttavia il lavoratore deve invocare la giusta causa di dimissioni contestualmente alla comunicazione di recesso (Cass. Sez. Lav. 2 luglio 2014, n. 15079).

Vediamo ora quali sono i principali motivi di dimissioni per giusta causa individuati dalla giurisprudenza:

  • Mancato pagamento della retribuzione;

  • Molestie sessuali;

  • Significativo demansionamento tale da generare un pregiudizio al lavoratore;

  • Mobbing;

  • Pretesa di prestazioni rese dal lavoratore;

L’Avvocato del Lavoro distingue ora gli effetti delle dimissioni per giusta causa per il lavoratore e per il datore di lavoro.

Quanto al primo, avrà diritto all’indennità di mancato preavviso, così come calcolata dal Ccnl applicato al rapporto, a richiedere l’indennità di disoccupazione (chiamata ora Naspi – vedi approfondimento sito Inps) ed eventualmente anche il risarcimento del danno non patrimoniale all’integrità psico-fisica del lavoratore (solo se dimostrabile).

Quanto invece alle conseguenze delle dimissioni per giusta causa in capo al datore di lavoro, l’Avvocato del Lavoro precisa che quest’ultimo sarà tenuto a corrispondere l’indennità d mancato preavviso oltre a versare il contributo di recesso all’Inps.

In conclusione, non poche sono le possibilità per il lavoratore di dimettersi per giusta causa: è importante però valutarle attentamente prima di comunicarle al datore di lavoro, perché qualora non rispettassero la normativa applicabile, rischierebbero di comportare un notevole danno economico al lavoratore (al quale non verrebbe riconosciuta la disoccupazione e al quale verrebbe trattenuta l’indennità di mancato preavviso da parte del datore di lavoro), oltre all’inevitabile disagio di aver perso irrimediabilmente il proprio posto di lavoro.

Pertanto solo rivolgendosi ad un esperto Avvocato del Lavoro, il lavoratore potrà sapere preventivamente se sussistono i presupposti per poter procedere alla comunicazione delle dimissioni per giusta causa.

Vuoi saperne di più e scoprire se che anche tu puoi conferire le dimissioni per giusta causa? Rivolgiti ad un nostro Avvocato del Lavoro!

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